Tre anni da numero 4 del mondo, sei Masters 1000 in carriera e altri dieci tra Masters 500 e 250. Ma nessuno Slam. Andy Murray è ormai stabilmente nell’Olimpo del tennis ma, nonostante dal 2008 sia indiscutibilmente tra i più grandi, ancora non riesce a strappare una delle quattro Corone che si chiamano Roland Garros, Wimbledon, Flushing Meadows e Australian Open. In finale in uno Slam ci è arrivato due volte, nel 2008 a New York e nel 2010 a Melbourne, ma in entrambe le occasioni Roger Federer gli ha sbarrato la strada per il traguardo più ambito. E così, là sopra, gli unici che hanno “rosicchiato” un paio di Slam negli ultimi cinque anni alla coppia Nadal-Federer sono Novak Djokovic (Melbourne 2008) e Juan Martin Del Potro (New York 2009).
Fuori dai giochi
Andy Murray resta fuori dai giochi più importanti. Come si spiega questa “anomalia”? “La storia di questo campione tanto determinato quanto incostante parte da lontano” spiega Claudio Mezzadri. “C’è il rapporto amore-odio con l’Inghilterra che si porta dietro da sempre. Quando gli chiedono per quale squadra tifa ai Mondiali, quasi non sa cosa rispondere. E così gli inglesi, di conseguenza, quando lui è in campo quasi non sanno per chi tifare. Un giocatore in qualche modo ‘senza patria’ è un caso più unico che raro, anche nel tennis”.
Senza patria forse, ma con radici ben salde nella cerchia familiare, legato com’è a mamma, fidanzata e fratello. “Mamma Judy gli è sempre stata molto vicina” riprende Mezzadri. “Era una tennista professionista (in Scozia ha vinto 64 titoli), quindi ai suoi esordi è stata anche in grado di fargli da coach. Ha scelto di seguirlo fin da ragazzino a tempo pieno e, pur allenandolo personalmente agli inizi, è stata poi capace di farsi da parte al momento opportuno e di trovargli le persone giuste che lo hanno seguito dal punto di vista tecnico e sportivo”.
“Sacra” famiglia
Prima di Maclagan, che lo ha allenato dal 2007 fino a luglio 2010, Andy lavora per due anni con Brad Gilbert, che lo porta nella top ten dopo il lungo training a Barcellona, nell’accademia di Emilio Sanchez. “Murray cresce bene grazie al lavoro accurato di Judy, che crede fin da subito in lui e lo fa crescere guidandolo verso le vette del tennis con tempismo ed equilibrio, e soprattutto senza bruciare le tappe. E’ importantissimo entrare nel mondo del tennis professionistico avendo accanto qualcuno di fidato. Pensiamo a quanto è stata significativa la presenza di Toni Nadal per Rafa, per il suo equilibrio e per la sua tranquillità psicologica ed emotiva”.
“I tennisti sono costretti ad affrontare, giovanissimi, una realtà molto complessa e complicata. La presenza della mamma per Murray in questo senso è stata fondamentale. I ragazzi che si affacciano in questa realtà hanno bisogno di essere seguiti, ma anche protetti. Dalla stampa, dai media, perfino dalle donne, e comunque dalle persone che cercano di ‘approfittare’ di loro. Si sente tanto parlare, per fare un esempio, dei consulenti finanziari che girano per tornei cercando di agganciare……
[......]Se vuoi saperne di più ti consigliamo di approfondire la notizia alla fonte.
Fonte Notizia: Andy Murray e lo Slam che non arriva

Presente nella categoria:
Fonte: usopen.org
Si conoscono bene, Andy Murray e Stanislas Wawrinka. Si allenano spesso insieme, soprattutto durante i tornei in cui si incrociano. Eppure ieri, a New York, ha vinto lo sfavorito Stanislas. In quattro set ha eliminato Murray dal suo Slam preferito, negandogli l’accesso agli ottavi di finale. Lo svizzero ha vinto per 6-7 7-6 6-3 6-3 in una...
Roger Federer ci prova con Annacone, Andy Murray si separa da Miles MacLagan e pensa a Darren Cahill. E’ tempo di rivoluzioni nelle squadre dei top player in crisi di risultati. Se Roger ambisce a ritrovare forma e talento perduti, per lo scozzese ormai è arrivato il tempo di fare il salto di qualità:...
“I sorteggi degli Us Open hanno dato a Nadal il compito più difficile. Nalbandian possibile avversario già agli ottavi, Isner e Querrey, e poi Murray candidato alla semifinale. Per Federer apparentemente il cammino dovrebbe essere più agevole”. La pensa così Claudio Mezzadri, che commenterà con Stefano Ferrando...
David Ferrer avrebbe dovuto vincere, e in due set, contro Andy Murray, per avere una minima speranza di raggiungere le semifinali del Masters. Gli servivano fiducia, energica, carica. Ma questa sera, nella O2 Arena, il numero 2 di Spagna era tutto tranne che carico. In un momento in cui gli sarebbero servite tutte le sue...

